Si estende tra via di Brozzi e via delle Scuole, nella zona di Brozzi.

Piazza Primo Maggio prende il nome dal mese di Maggio, che secondo Ettore Socci, garibaldino, magazziniano e socialista, doveva essere il mese scelto dagli operai per celebrare la festa del lavoro.  

La piazza prende appunto il nome dal primo giorno del mese di Maggio.

Nel mese maggio si festeggia anche un’altra festa, di origini Medievali, chiamata Calendimaggio, ossia le calende di maggio o Kalendimaggio.

Si tratta di una festa stagionale che si tiene ogni primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dopo il 1º maggio di tutti gli anni, per salutare l’arrivo della primavera.

L’evento trae il nome dal periodo in cui ha luogo, cioè il 1º maggio, le calende del mese nel calendario romano.

Il Calendimaggio è una tradizione che vive ancora oggi in molte regioni d’Italia come allegoria del ritorno alla vita e della rinascita: fra queste il Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Veneto, l’Emilia-Romagna, la Toscana (Montagna pistoiese), l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo e il Molise.

Si tratta di una celebrazione che risale a popoli dell’antichità molto integrati con i ritmi della natura, quali celti, etruschi e liguri, presso i quali l’arrivo della bella stagione rivestiva una grande importanza.

La funzione di questo rito è spesso svolta durante una raccolta, durante la quale, in cambio di doni (tradizionalmente uova, vino, cibo o dolci), i maggianti cantano strofe benauguranti agli abitanti delle case che visitano. Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi (ontano, maggiociondolo) che accompagnano i maggerini e i fiori (viole, rose), citati nelle strofe dei canti, e con i quali i partecipanti si ornano. In particolare la pianta dell’ontano, che cresce lungo i corsi d’acqua, è considerata il simbolo della vita ed è per questo che è spesso presente nel rituale.