Nel luogo occupato oggi dalla piazza si trovava una porta secondaria delle mura che fu demolita durante i lavori per il trasferimento a Firenze della capitale d’Italia.


Lo spiazzo così ottenuto fu chiamato Piazza Gusciana, e questa piazzetta fu ulteriormente ingrandita nel 1913 abbattendo anche le case di Via San Benedetto (oggi non più esistente). La nuova piazza fu dedicata al poeta Torquato Tasso, ma i lavori per la sua sistemazione furono interrotti dalla prima guerra mondiale e rimasero a lungo incompleti anche in epoca successiva.


Soltanto nel 1952 la sistemazione della piazza fu ultimata con la costruzione del giardino e con il parziale restauro delle torri e del tratto di mura situati nelle immediate vicinanze.


In Piazza Tasso si trovano due lapidi commemorative: una in memoria degli abitanti del quartiere caduti durante la prima guerra mondiale, l’altra in ricordo di cinque civili fucilati dai fascisti nel luglio 1944.


Su un lato della piazza, all’angolo con Via del Leone e Via della Chiesa, è visibile un tabernacolo con un affresco del XIV secolo, attribuito al Giottino o a Nardo di Cione, che nel 1958 è stato restaurato e sostituito con una copia.

In Piazza Tasso è situato anche il complesso di edifici che comprende le ex Scuole Leopoldine (fondate dal granduca Leopoldo II di Lorena) e la chiesa sconsacrata di San Salvatore: le Scuole, rimaste a lungo in stato di abbandono, sono attualmente in fase di restauro, mentre la chiesa di San Salvatore, appartenente al Comune, è stata utilizzata come palestra e adesso vi vengono spesso organizzate mostre e manifestazioni culturali.
La piazza è uno dei principali centri d’animazione del quartiere, grazie al giardino pubblico che comprende un piccolo campo da calcio e alla presenza di ristoranti, locali e un circolo ricreativo.