Da Via Guicciardini a Via Belfredelli, nella zona del Ponte Vecchio .


Il nome di Barbadori deriva molto probabilmente da un personaggio caratteristico per la sua barba bionda, cioè
dorata; un Barba d’oro.


La famiglia discendente da Barba d’oro abitava nel sesto d’Oltrarno, dove esiste ancora una loro torre.
Ebbe, nel governo della Repubblica, 18 Priori e 2 Gonfalonieri di Giustizia, e quando Cosimo de’ Medici diede palesi segni di volersi impossessare del potere, un Barbadori, Niccolò, propose di sbandire il Medici da Firenze come pericoloso alla Repubblica. « Sarebbe a te meglio esser chiamato Barba d’argento, perché venendo i tuoi consigli da uomo canuto dovrebbero essere più saggi», gli disse Niccolò da Uzzano, timoroso dei Medici.


Infatti Niccolò Barbadori venne mandato in esilio, insieme con Rinaldo degli Albizi quando Cosimo de’ Medici tornò.

La famiglia dei Barbadori si estinse nel 1615, con Alessandro, il quale lasciò il proprio patrimonio al cardinale Matteo Barberini, che doveva salire il trono pontificio col nome di Urbano VIII.

Fino all’ultima guerra il nome dei Barbadori veniva ricordato soltanto dalla torre di Borgo San Jacopo, ma nella ricostruzione del quartiere minato e distrutto dai tedeschi, si volle ricordare, con questa via tracciata fra edifici moderni, la famiglia che ebbe non poche benemerenze cittadine.